Storie di mamme e dei loro figli vittime di violenza istituzionale

Un archivio di bambini perduti

raccolte a cura di Eleonora Francica e Avv. Michela Nacca


Stiamo raccogliendo centinaia di storie di madri italiane che, dopo aver denunciato la violenza domestica, vengono vittimizzate o rivittimizzate nei tribunali con i loro figli minori, a causa dell'uso della "pseudoteoria" Parental Alienation e/o a motivo di un concetto distorto di bigenitorialita', che difende solo la relazione genitoriale paterna, anche quando violenta ed abusante ma non esita a strappare relazioni materne per anni, anche con bambini molto piccoli, sulla base di mere supposizioni del tutto prive di fondamento fattuale e scientifico. Spesso gli episodi di violenza e le loro prove vengono ignorate, negate, svilite.

E' una raccolta che va di giorno in giorno arricchendosi. Tante altre vorremmo raccontarne affinche' le Istituzioni guardino l'evidenza dello scempio commesso...continuate a scriverci!

maisonantigone@gmail.com

Si fa presente che il seguente lavoro e' frutto di anni di impegno. Si chiede pertanto di citare la fonte e le autrici della raccolta e delle interviste. Le violazioni saranno perseguite.

Le mamme raccontano la Violenza Istituzionale e l'ingiustizia subita

Storie raccontate dalla Stampa italiana




Cliccando nel bottone sottostante troverete decine e decine di storie raccontate dalla stampa italiana in questi ultimi anni.

raccolta a cura di Eleonora Francica

Storie raccolte dall'Agenzia Stampa DIRE

dalle Giornaliste Silvia Mari e  Annalisa Ramundo

Le storie internazionali delle madri e dei loro bambini  raccontate

dall' Avv. Michela Nacca

su

"Il Coraggio delle Donne"


Le storie di  LauraGinevraGiada....


Storia di un bambino che a 6 anni racconta abusi sessuali paterni ma rimane ignorato

Chi Ascolta i Bambini Violati e le loro Mamme Protettive?

di Avv. Michela Nacca da "Il Coraggio delle Donne"


Da Avvocata "anziana" ricordo un'epoca in cui, attivato un procedimento di separazione giudiziale, i Giudici procedevano personalmente ad avviare l'istruttoria con udienze ad hoc, l'acquisizione di documenti probatori, memorie, interrogatori di testimoni e deposizioni delle parti, richieste di acquisizioni di informazioni da autorità (se necessario).

Le eventuali consulenze tecniche su specifici quesiti erano rare e venivano disposte solo quando v'erano dei dubbi, non quando v'erano certezze di inadeguatezza derivata ad esempio dalla violenza! Ma sempre c'era la consapevolezza che la valutazione della capacità genitoriale rimanesse prettamente prerogativa del Giudice, in quanto trattasi di concetto non psicologico ma giuridico, da valutare in base a precise norme di diritto e criteri giurisprudenziali, nella conoscenza che la psicologia non è una scienza esatta e che ogni valutazione andasse comunque corroborata da fatti e argomenti coerenti....

Ieri leggevo e rileggevo degli atti processuali riguardanti un procedimento di affido, in un caso in cui un bambino racconta esplicitamente e chiaramente le violenze subite dal padre fino a due anni prima: le botte, le unghie piene del sangue della madre, le minacce, il terrore espresso dal piccolo testimone e poi...poi, in uno stato di agitazione motoria - come trascritto fedelmente dalla relazione di CTU - viene riferito come il bambino cerchi di raccontare la violenza più grave: "cattivo, cattivo...non lo voglio più vedere, non è mio padre" ripete alla psichiatra, guardandola e intanto mimando con le mani l'atto di una penetrazione digitale in un buchino formato dal pollice ed il palmo dell'altra mano, con un movimento ripetuto. Rappresentando esattamente l'abuso sessuale di penetrazione digitale-anale che esplicitamente e con parole chiare il bambino due anni prima aveva ripetuto....(...)  Fatto sta che la relazione si interrompe e termina sostenendo che il bambino non sarebbe in grado di testimoniare.....

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