Interrogazione a risposta scritta  per un bambino pugliese - settembre 2020

20.01.2021

 Interrogazione a risposta scritta 4-06904presentato da GIANNONE Veronica Mercoledì 23 settembre 2020, seduta n. 398


sulla storia di un bambino pugliese di 6-7 anni costretto a frequentare un padre tossicodipendente che avrebbe gia' tentato il suicidio, ritenuto pericoloso dalla madre e dai suoi consulenti scientifici.

 GIANNONE. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:

ai sensi dell'articolo 19 della Convenzione sui diritti del fanciullo (fatta a New York nel 1989 e ratificata in Italia con la legge 27 maggio 1991, n. 176) le autorità nazionali hanno l'obbligo di adottare «ogni misura legislativa, amministrativa, sociale ed educativa per tutelare il fanciullo contro ogni forma di violenza, di oltraggio o di brutalità fisiche o mentali, di abbandono o di negligenza, di maltrattamenti o di sfruttamento, compresa la violenza sessuale, per tutto il tempo in cui è affidato all'uno o all'altro, o a entrambi, i genitori, al suo tutore legale (o tutori legali), oppure a ogni altra persona che abbia il suo affidamento»;

il decreto n. 2/2020 della Corte d'appello di Roma, che ricalca i principi stabiliti dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 13274 del 16 maggio 2019, stabilisce che la bigenitorialità, desunta dalla legge sull'affido condiviso, n. 54 del 2006, non è un principio astratto e normativo, ma è un valore posto nell'interesse del minore, che deve essere adeguato ai tempi e al benessere del minore stesso;

la redazione di Dire Donne ha pubblicato un'intervista di un «nonno coraggio» della provincia di Lecce che ha raccontato la storia di suo nipote, Paolo (nome di fantasia), un bimbo di 6 anni al quale il Tribunale di Lecce ha imposto di «vedere un padre che, denuncia il nonno, è un uomo che ha tentato il suicidio nel 2017 con una intossicazione di sostanze»;

le cartelle cliniche sul padre del giugno 2017 presso l'ospedale di Galatina - dichiara - non sono mai state chieste dalle assistenti sociali e non risulta che la Ctu le abbia visionate. Anche se i medici gli consigliarono visite psichiatriche e Sert;

giorni e diritti di visita sono stati stabiliti dai giudici che hanno decretato un affido congiunto. Il nonno afferma che il piccolo «è costretto a vederlo ogni fine settimana, dal giovedì al lunedì mattina. Le assistenti sociali del comune di Galatina lo hanno deciso insieme alla Ctu, 3 anni fa, senza alcuna gradualità», soprattutto definendo sua figlia morbosa e troppo attenta, ed equiparando i due «genitori come fragili»;

«il bambino - ha raccontato il nonno - viene lasciato dal padre a casa dei nonni paterni, e quando fa ritorno da noi è quasi sempre emaciato, ha malessere, impellenza di andare in bagno, di mangiare e bere e racconta delle liti che ci sono tra nonna paterna e padre. Un conflitto che spesso sfocia in litigi violenti a cui lui assiste e che racconta»;

la consulente del caso cita nella relazione la Ctu Malagoli Togliatti a proposito di madri protettive: «Ci sono donne che hanno avuto madri iperprotettive, dalle quali hanno "ereditato" un modello di comportamento "totalizzante", le quali si ritengono le uniche in grado di capire il bambino, le uniche destinate al dialogo con lui, le uniche destinate a "salvarlo" dai pericoli del mondo. Se queste donne "esagerano" a lungo in tali comportamenti possono inibire nel figlio la possibilità "di esplorare il mondo ovvero i rapporti sociali". Questo, conclude, è l'orizzonte teorico in cui ci si muove anche in questo caso»;

la Cassazione civile, con sentenza n. 13274/2019, ha stabilito: «qualora la consulenza tecnica presenti devianze dalla scienza medica ufficiale (...) non essendovi certezze nell'ambito scientifico al riguardo, il giudice del merito (...) è comunque tenuto a verificarne il fondamento», utilizzando i comuni mezzi di prova (tra cui, l'ascolto del minore), incluse le presunzioni, ed a motivare adeguatamente;

il caso sinteticamente sopra esposto è purtroppo solo uno dei molteplici che ad avviso dell'interrogante fanno emergere una problematica molto vasta e di estrema gravità -:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti di cui in premessa e se non intenda promuovere iniziative normative per affrontare in maniera risolutiva la grave problematica segnalata in premessa.
(4-06904)


  https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/06904&ramo=CAMERA&leg=18